“Voltarelli canta Profazio” miglior album interprete.

Otello Profazio e Peppe Voltarelli insieme sul palco dell’Ariston di Sanremo.

La Targa Tenco come migliore interprete assegnata a Peppe Voltarelli dalla Giuria del Premio, composta da oltre 230 giornalisti e critici musicali.
Il premio è certamente uno dei riconoscimenti più autorevole della musica italiana, organizzato dal 1984 dal Club Tenco e assegnato da una giuria che, in quanto a numeri e competenze, è di gran lunga la più vasta e rappresentativa in Italia in campo musicale. Un riconoscimento estremamente lusinghiero, dato che nella stessa sezione concorrevano artisti di prestigio come Francesco De Gregori e Peppe Barra, e che il più emblematico rappresentante della cosiddetta onda calabra si è conquistata con un’interpretazione magistrale che gli è valso il consenso della maggioranza dei giurati.
Il 20 ottobre Otello Profazio e Peppe Voltarelli saranno così assieme sul palco dell’Ariston di Sanremo per offrire una rappresentazione in presa diretta del significato più profondo del progetto concretizzatosi nel cd-book “Voltarelli canta Profazio” pubblicato dalla Squilibri: stringere un patto tra generazioni diverse per restituire a un paese senza memoria, come il nostro, pezzi significativi della sua stessa storia culturale e cantare ancora le ferite sanguinolente della storia, il flagello della mafia, il dramma dell’emigrazione ma anche la consapevolezza e l’orgoglio di essere periferia che, in un panorama di tediosa uniformità, è anche un diritto da rivendicare e un valore da salvaguardare. “Ricantare Profazio è stata per me una cosa intimamente necessaria, un bisogno personale e psicologico – racconta Voltarelli – e nella sfera pubblica un gesto di consapevolezza culturale per tramandare un patrimonio poetico/letterario. La Targa Tenco è il riconoscimento per queste musiche oggi pronte a rinascere in una veste nuova, consapevole, che vive e pulsa nel cuore del Mediterraneo: è la musica di un sud sentimentale e amaro che difende le sue qualità e non ha paura di fare autocritica. Per questo sono molto contento e ringrazio la giuria del Tenco che nell’omaggio a Profazio ha riconosciuto non solo l’aspetto musicale ma il libro, le opere d’arte e la cura che abbiamo messo in questo lavoro collettivo”.
Nello stesso tempo, per tutta la durata della rassegna, dal 20 al 22 ottobre, al Teatro Ariston di Sanremo si potranno anche ammirare, nella mostra “Strappi e stratificazioni”, le opere artistiche che Anna e Rosaria Corcione hanno appositamente realizzato per il cd-book (lavorando con la tecnica del décollage su materiali storici), rendendo a loro volta omaggio a un altro grande calabrese, Mimmo Rotella, che iniziava i suoi dècollages negli stessi anni in cui Profazio si accingeva a rivisitare, alla sua maniera, i repertori popolari. Nel giustapporre, fino a confonderli, i volti dei due protagonisti, nelle loro opere hanno dato corpo e sostanza a un ricongiungimento che, nella forma del frammento, serve a indicare tanto le affinità quanto le distanze tra i due cantori di un sud quasi pietrificato in una sorta di immobilità metafisica. Ancor più Voltarelli, con un’interpretazione magistrale, fa rivivere la tradizione dei cantastorie, che nell’incontro tra Otello Profazio e Ignazio Buttitta ha avuto uno dei suoi momenti più emblematici, animando la rappresentazione dolente e stralunata di un meridione eternamente eguale a se stesso, ancora oggi alle prese con gli stessi problemi di ieri.

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