Theatre

  • Voleva fare l' artista

    Scritto, diretto e interpretato da Peppe Voltarelli.

     

    Nel 2001, dopo un viaggio turnèe negli Stati Uniti con l'attore e poeta calabrese Totonno Chiappetta, nasce l'idea di un recital, dal titolo “ Voleva fare l'artista”, che rilegge in chiave moderna il repertorio di Domenico Modugno (cantante, cantautore, attore, chitarrista) ricordato in maniera ora tenera, ora scanzonata, traendo ispirazione dal suo lavoro con la terra, dalla musica popolare, dal dialetto e da un certo senso di meridionalità combattiva e mai doma. Lo spettacolo, che debutta al Teatro San Martino di Bologna, viene portato in giro con molto successo in tutto il paese con il plauso della signora Franca Gandolfi, moglie del grande artista pugliese.

  • Roccu u stortu

    Scritto da Francesco Suriano. Musiche dal vivo di Peppe Voltarelli.

    Diretto ed interpretato da Fulvio Cauteruccio - Compagnia Krypton.

     

    Monologo in dialetto di un soldato calabrese, Sprizzi Rocco, partito in battaglia nella Prima guerra mondiale per la promessa di un pezzo di terra, che si ammutina sul fronte. Lo spettacolo diviene un piccolo caso teatrale, opera di denuncia contro la guerra e tra i migliori 20 spettacoli dell'anno a giudizio del Patalogo (il più dettagliato annuario dello spettacolo in Italia), oltre cento repliche in tre anni in teatri prestigiosi come il Teatro Valle di Roma e i Filodrammatici a Milano. Rocco è chiamato "U Stortu", cioè lo storto, il pazzo, lo scemo del paese da cui proviene.

  • Panza crianza e ricordanza, tre pezzi della solitudine

    Scritto, diretto ed interpretato da Giancarlo Cauteruccio - Compagnia Krypton.

    Voce e musica di Peppe Voltarelli.

     

    Il protagonista si inoltra in un percorso in cui recupera la sua lingua originaria, il calabrese, componendo tre poemetti che affrontano le tematiche della solitudine e della marginalità esistenziale dell’uomo contemporaneo: Mi fa fame, Parru sulu, M’arricuordu. In scena la malattia della fame che si interseca con la rabbia dell’incomunicabilità. Lo spettacolo è un viaggio poetico nel quale la fame diviene un lamento ma anche un’invettiva. Un’analisi spietata sulla realtà della parola: la parola detta, scritta, urlata, stampata, negata; la parola defraudata dal caotico sistema della comunicazione.

  • Ico No Clast

    Scritto da Giampaolo Spinato. Diretto da Fulvio Cauteruccio.

    Rielaborazioni sonore e musiche originali dal vivo di Peppe Voltarelli.

     

    il protagonista, Sid Vicious, vive sulla scena, la sua tormentata formazione, gli amori, le droghe, i crimini, il successo planetario con i Sex Pistols e la morte, prematura, tragica e inevitabile, a soli ventidue anni (il cantante muore il 2 febbraio 1979, suicidandosi con un’overdose di eroina). La parabola vertiginosa della vita di Sid Vicious sfolgora sulle scene intersecandosi con la vicenda shakespeariana di Amleto. Omaggio ai Sex Pistols, punk rock band formata a Londra nel 1975. Ha avviato il movimento punk nel Regno Unito, ispirato la generazione punk ed i musicisti rock alternativi.

  • Grecia mia cara Grecia

    Interpretato da Irene Papas. Musiche originali dal vivo di Peppe Voltarelli.

    Regia di Maurizio Scaparro e Giancarlo Cauteruccio.

     

    Ispirato a "La lunga notte di Medea", la celebre opera dello scrittore calabrese Corrado Alvaro, giornalista e scrittore di romanzi, racconti, sceneggiature e opere teatrali che utilizza lo stile "verista" per descrive la povertà disperata nella sua nativa Calabria. Quella di Alvaro è una Medea nuova, una donna straniera ed esule, esclusa e respinta dalla comunità che la ospita, la cui unica colpa è la diversità agli occhi intolleranti e pieni di pregiudizi dei Corinzi. Protagonista è Irene Papas, la grande attrice simbolo vivente della Grecia contemporanea.

  • Medea e la luna

    Scritto da Corrado Alvaro. Regia di Giancarlo Cauteruccio.

    Interpretato da Patrizia Zapa Mulas. Musiche originali dal vivo di Peppe Voltarelli.

     

    Prototipo vivente di un universo di donne perseguitate, straniera nella sua stessa patria, Medea consuma la sua personale vendetta sacrificando i figli per risparmiare loro un triste domani da esuli ed apolidi. Il suo rivolgersi alla luna è un ultimo disperato tentativo di opporsi al suo destino. Adattamento della tragedia di Euripide (l'ultimo dei tre grandi poeti tragici della Grecia classica) dello scrittore calabrese Corrado Alvaro: "La lunga notte di Medea". L'opera sottolinea il dramma della condizione dello straniero, dallo scontro tra le culture e la condizione femminile.

  • Parole scolpite nella terra mangiata dal mare

    Scritto, diretto e interpretato da Peppe Voltarelli.

     

    Monologo ispirato all'opera dello scrittore Saverio Strati che ha scritto romanzi tutte incentrati su tematiche meridionaliste. Lo spettacolo si snoda tra estratti dalle novelle di Strati, letti dal vivo e registrati su supporto digitale, accompagnati da un tappeto musicale fatto dal vivo con melodie e ritmi legati alla terra del meridione. La voce di Voltarelli intreccia canzoni  arcaiche a tessiture armoniche eseguite con la fisarmonica che fanno nascere il ricordo. Il  dialetto come lingua madre, universo poetico dove attingere stimoli e suggestioni. In scena un opera di due giovani artiste meridionali Anna e Rosaria Corcione come testimonianza  scolpita del viaggio infinito dell'emigrante.

  • Picchi mi guardi si tu si masculu

    Scritto, diretto e interpretato da Giancarlo Cauteruccio.

    Musiche dal vivo di Peppe Voltarelli.

     

    Storia di vita e di esperienza attraverso l'origine, la memoria e la vergogna, per denunciare e difendere profondamente tutti i tipi e le forme di diversità esistente. Una confessione sincera, un monologo di poesia intelligente e straziante. In un calabrese secco e spigoloso, si raccontano i primi turbamenti nell’interesse verso i ragazzi, i desideri, lo struggimento per un amore che fa scandalo e da vivere nelle penombre dei cortili e delle sacrestie.  Il titolo del monologo pone un interrogativo che non ha risposta se non nel tentativo difficile di trovare un’armonia prima con sé stessi che con il mondo.

  • Angolo somma zero

    Regia di Alessandro Langiu. Musiche dal vivo di Peppe Voltarelli.

     

    I due protagonisti viaggiano attraverso sud della Puglia, per raccontare e vivere la difficile e forte realtà di inquinamento da diossina provocato dalle industrie ILVA, il più grande complesso industriale per la lavorazione dell'acciaio in Europa. Sotto il cielo delle bonifiche non fatte, oltre i limiti consentiti per l'emissione tossiche, si sviscera  un elenco di morti dirette ed indirette del lavoro, ormai alle stelle. Un registro fatto di persone isolate dalla comunità ed ignorate dai più, vissuto da un fioraio ed un musicista durante i loro viaggi sulle statali pugliesi. Tre città, tre luoghi: Taranto Brindisi Manfredonia:  il triangolo isoscele i cui angoli fanno somma zero: Non si vede, non esiste.

  • Il Viaggio i padri l'appartenenza

    Scritto, diretto e interpretato da Peppe Voltarelli.

     

    Raccontarsi attraverso un set essenziale di voce, chitarra e fisarmonica: questo è il viaggio di Peppe Voltarelli che, guidato dallo spirito dei padri fondatori della canzone italiana, ripercorre le tappe del suo continuo ed appassionato emigrare da sud a nord, dal Mediterraneo al Sudamerica. E’ il percorso di un uomo ed un artista che descrive il suo Sud con sguardo ironico, sospeso tra amarezza e surrealismo. Canzoni in italiano e in dialetto, tentativi poetici, accenni di impegno civile impastati con un ritmo sussurrato e discreto per affrontare la crisi partendo dalla necessità dell'alleggerimento dai pesi:  in borsa l'indispensabile per rimanere musicalmente ed ecologicamente a impatto zero.

  • Storia di un bene comune

    Scritto e diretto da Rosaria Parretti.

    Coautoraggio e interpreteazione di Peppe Voltarelli.

     

    Ispirato alle opere dello scrittore italiano Tomaso Montanari, "Storia di un bene comune" è una riflessione profonda sull'immenso patrimonio artistico italiano. Un'analisi ironica e pungente dello stato delle cose. Un piccolo crocifisso di legno, maldestramente acquistato dallo Stato italiano, diventa il simbolo di un patrimonio culturale che non è più un diritto dei suoi abitanti ma è asservito alla logica del profitto. In un universo fatto di mostre, eventi, scoperte sensazionali, crolli e interessi privati, si agitano studiosi, politici, turisti, funzionari, ecclesiastici, piazzisti, e chi vuole riprendersi ciò che gli appartiene.

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