Stories

  • La coppa

    - Cosa ci fai con una coppa?

    - La alzi oppure la tieni in mano come una borsa

     uno zaino o una cartella stretta nella mano destra

     fai un giro con una coppa

    - Perchè cosa c'è di strano se esco con una coppa in mano?

    - Niente

    - Ognuno porta in mano quello che vuole

    - Certo ma scherzi chi esce si porta sempre qualcosa appresso

    - ci sono quelli che si portano le cose nel borsello quello a tracolla

    - si li conosco ma cosa c'è nei borselli?

    - credo le chiavi il telefono le caramelle il portafogli forse le sigarette

    - se mi porto la coppa oggi non mi serve più niente un oggetto così

     può riempire una serata una discussione di un ora poi se la poggi su qualcosa

     diventa un opera d'arte la gente di solito invidia chi ha una coppa

     perchè è un vincente ma due secondi dopo lo prende in giro

     perchè pensa che sia un esagerato che vuole mettersi in mostra

     andare in giro con una coppa in mano è da vanitosi

     La vittoria è un arma a doppio taglio

     se vinci devi avere il coraggio di portare in giro la tua vincita

     se no ti tocca vincere di nascosto

     vincere segretamente è come vivere in prigione

     gran parte della tua gioia si potrebbe esprimere alzando la coppa

     allora vuoi dirlo a tutti

     la tua coppa è di tutti

     ma se la porti con scioltezza e disinvoltura

     è meglio

     

    - poi che ci fai con la coppa?

    - la porto a casa e la metto in bagno

    - sulla lavatrice

    - perchè sulla lavatrice?

    - perchè cosi la guardo sempre quando mi lavo i denti prima della prossima gara

     mi lavo sempre i denti prima di una gara voglio essere perfetto

    - di che gare parli

    - nessuna

    - fai sport?

    - no

    - ti piacerebbe fare sport allenarti correre con qualcuno?

    - no preferisco non allenarmi

    - ma se non ti alleni non vincerai mai niente

    - infatti non mi alleno e non faccio gare con nessuno

    - allora non hai mai vinto una vera coppa

    - no questa è la mia prima coppa

    - l'ho trovata ieri sera nella spazzatura

    - uno fa tanto per vincere e poi butta la coppa

    - si adesso succede anche questo

  • Andare in carcere - Concerto a Locri

    Andare in carcere non è mai troppo bello

    anche se ci vai per suonare

    a luglio con 40 gradi le poltroncine di mistoterital

    sono una tortura

    siamo a Locri una delle capitali della Ndrangheta

    e siamo venuti a suonare in galera

    con i Marvanza e Marco Calliari

    reggae dance hall nostrana e songwriter del Quebec

    l'atmosfera è rilassata il pubblico si coinvolge

    al lato del palco del piccolo teatro ci sono due ventilatori

    che sparano un vento della madonna

    se mi prendono nella schiena mi sa che devo fermarmi a dormire qui

    l'agriturismo medio calabro lo odio

    pare che ti fanno sempre un piacere

    riassunto

    in un giardino pieno di arance chiedi una spremuta

    e hanno solo succo industriale

    i coglioni mi scendono a terra e ballano il tango

    con le arance marce che nessuno ha raccolto

    affanculo se ne devono andare

    in carcere è diverso

    c'ero passato anni fa a Bologna per un fatto vecchio

    ma avevo 24 anni era tutta un altra musica

    mi ero mangiato una torta intera di mariuana

    altro che cazzi

    ho visto pure dante Alighieri

    in carcere ci sono facce

    gruppi di gente dello stesso paese

    romania albania san luca plati' insomma un po tutto il mondo

    dal palco poi dico -ci vediamo fuorie

    la guardia mi guarda strano

    e allora mi correggo -al massimo ci vediamo dentrol'importante

    vedersi prima o poi

    senza sbarre senza ventilatori e senza agriturismi

    liberi

  • Atto di dolore di una notte a Milano

    Mentre a Milano era finito tutto

    l'Officina della Birra di Bresso era nel pieno della sua attività

    un pub una balera un capannone pieno di gente

    con la musica ad un volume esagerato

    trecento persone dentro

    tra cui la metà composta da ragazze di sedici anni vestite come delle pin up

    tacco minimo 12 centimetri minigonne ascellari

    torte di compleanni candeline tanti auguri

    e qualche significativo coro da stadio

    ordino una piadina

    mangiare in questa situazione è un impresa

    come essere felice alla stazione centrale dopo le due di notte

    praticamente una guerra persa

    ma dove sono stato tutto questo tempo

    che facevo

    mentre la gente si divertiva

    ho paura

    non ho tatuaggi non vado allo stadio

    non odio saviano

    non grido

    non canto in coro le canzoni di rocker emiliani

    non uso prodotti di bellezza

    non ballo sudamericano

    dove mi trovo quanti anni ho dormito

    quanto tempo ho perso

    a quanti aperitivi ho mancato

    quanti siete - mi ha chiesto il cameriere all'entrata

    non lo so

    faccio un coro da solo

    ma non ricordo bene di che squadra sono

    faccio un coro di chiesa

    una preghiera

    atto di dolore

    che sei nei cieli

    reggi e governa me

    che ti fui affidato

    madre di dio

    illumina e custodisci

    sono pieni della tua gloria

    mi pento e mi dolgo dai miei peccati

    per mia colpa mia colpa

    mia grandissima colpa

     

    troppo rumore

    qui non si puo' neanche pregare

    e alla fine piove

  • Camminare a piedi a Catanzaro Lido

    “CHI PARLA MALE DI CATANZARO LIDO ME LO MANGIO”

    MI PIACEREBBE GRIDARLO IN FACCIA AL MONDO

    “CHI PARLA MALE DELLE POSTE NON CAPISCE NIENTE DI POESIA”

    AVETE NOTATO LO STILE DELLE IMPIEGATE DELLE POSTE ?

    LE AVETE MAI GUARDATE DENTRO LE IMPIEGATE DELLE POSTE ?

    MA PERCHE' STANNO LI MENTRE A CASA LORO CI SONO MILLE PROBLEMI?

    IL PUNTO INTERROGATIVO E' UN MIO NUOVO AMICO

    L'HO CONOSCIUTO OGGI A PRANZO AL RISTORANTE BAR HAVANA

    A DUE PASSI DALLA SEDE DELLA PRO LOCO CHE SEMBRAVA CHIUSA DA SEMPRE

    LA SPREMUTA SONO 2 EURO

    PERO' PUOI LEGGERE LA GAZZETTA DEL SUD A GRATIS

    E' SEMPRE UNA SIGNORA LETTURA

    PECCATO CHE AMMAZZANO SEMPRE MENO GENTE su questo giornale

    NEGLI ANNI OTTANTA C'ERANO PAGINE CON 5 O 6 MORTI AMMAZZATI

    IN TRE CITTA' DIVERSE

    ALTRO CHE FRANE QUELLI SI CHE ERANO TEMPI

    ARCANGELO BADOLATI IL CRONISTA DELLA GAZZETTA SI SCIALAVA

    A SCRIVERE DI “GOLe PROFONDe” E “BOCCHE DI FUOCO”

    E NOI A LEGGERE COME DEI MATTI

    HAI PRESENTE QUANDO HAI PAURA PERO' TI PIACE

    ECCO COSì ERAVAMO ALLE SUPERIORI

    CHE SE NON SAPEVI IMPENNARE COL MOTORINO ERI UN MEZZO FALLITO

    SUL LUNGOMARE DI CATANZARO LIDO SE NON CORRI CON LA MACCHINA

    SEI UN vero FALLITO un disadattato

    INFATTI CORRONO TUTTI

    NESSUNO HA IL CORAGGIO DI ATTRAVERSARE

    DAVANTI C'E' IL MARE DIECI METRI INDIETRO C'E'IL PALACE HOTEL

    UN PALAZZO DI SETTE PIANI CHE STAREBBE BENE A TORINO

    ANZI A MONCALIERI

    UN FIUME timido di fango SCORRE SOTTO LE AUTO

    uno con una canna da pesca sta pescando cosa

    ME NE TORNO AL NIAGARA

    stanza 103 VISTA 106

    cucina tipica

    mai fidarsi

  • Dialogo in albergo

    - Hey

    - che c'è

    - l'hai sentita

    - cosa

    - la botta

    - sta andando a fuoco l'albergo

    - scappiamo

    - ma che scappi

    - è cosi' bello morire bruciando al 23 piano

    - minchia

    - al 23 piano di fronte al cimitero della Recoleta un cantante italiano muore bruciato vivo

    - è già una notizia perfetta

    - te pareeesse

    - altro che quelle stronzate sugli emigranti italiani tutta pizza e mandolino

    - qui siamo a livello di Jim Morrison

    - Morrison era un dilettante un yippie da romanzo rosa

    - Se bruciamo vivi in questo albergo domani andiamo su tutte le radio del mondo

    - altro che etichetta indipendente

    - qua ci parte la top ten delle classifiche

    - altro che istituto di cultura

    - impegno civile e tutti quei fatti difficili da capire

    - se si decide a saltare in aria questo albergo è fatta

    - sei la solita fichetta da classifica tutta luccichini e giornaletti patinati

    - si lo sono

    - pur di andare alla televisione ti faresti fare di tutto

    - farei la processione della madonna di capocolonna in ginocchio

    - sia lodato Gesu' Cristo

    - sia lodato Jonny Cash e sua santità Elvis con tutti i Blues Brothers

    - Nicola di Bari è in città

    - si lo sapevo

    - è un grande

    - l'ho conosciuto a zapponeta al tabbacchino del padre di Gianni

    - Va e viene dal Sud America

    - canta ancora

    - canta da dio

    - e tu

    - aspetto di saltare in aria o di bruciare vivo

    - perchè non ti concentri sula musica

    - mi sto concentrando

    - hai fatto un pirito

    - si forse mi sono concentrato troppo

    - pensa alla musica ti dico amico mio

    - si hai ragione

    - che puzza

    - la musica

    - no il pirito

    - la musica di oggi puzza

    - puo' darsi

    - la musica puzza piu' di un pirito

    - accidenti

  • Il bar della stazione

    Il bar della stazione di Paola ha gli stessi prezzi dell'Aeroporto di Dusseldorf

    se esci dopo tre giorni che stai in casa

    è una festa

    cammini saltellando come un bambino

    e gli altri sembrano tutti amici

    anche se quando passano si sente che hanno tutti lo stesso profumo

    quelle fragranze fanno pensare

    che puzza e profumo sono la stessa cosa

    non avendo un buon rapporto con lo shampo

    ho sempre visto il profumo come una cosa inutile

    anche perchè se bevi molta acqua e ti purifichi all'interno

    e se ti riguardi un po sul mangiare

    è davvero difficile puzzare

    a questo punto il deodorante

    a che serve

    basta lavarsi regolarmente tutte le mattine

    se fai cosi' un giorno potresti diventare anche bello

     

    -a parigi sono tutti belli

    cioè anche se uno è brutto a parigi

    è curato quindi è elegante

    ha uno stile che piace

    e le ragazze camminano con raffinatezza e fascino

    gli uomini sono vestiti di scuro e portano scarpe di un certo tipo

    pure le signore anziane hanno grande carisma

    si aggiustano i capelli che sembrano giovanissime

     

    cammino e muovo le braccia in senso di approvazione

    mi piace ogni cosa

    guardo le vetrine

    attraverso sulle strisce

    dico merci

    insomma sono perfettamente integrato nello stile

    e ti diro'

    mi sento leggero

    mi sento anche alto

    guardo l'orologio

    cosi' per fare una cosa

    compro una banana

    potassio a parigi

    contentezza

  • Il Cinema Jonio

    Il cinema Ionio era alla discesa che da corso Italia porta a piazza Dante, all’angolo ci sta il bar Capristo, quello dei proprietari del cinema.

     

    Quando ancora c’erano i film “normali” in quella discesa succedeva di tutto.

     

    Se c’era Bruce Lee si scatenavano delle vere e proprie risse con tanto di urli in cinese, calci, pugni, voli ecolpi mortali del serpente; quando c’era Bud Spencer lo stesso. Tutti si erano picchiati pure quando c’erano stati i The Warriors, quella volta con le giacche di jeans a maniche tagliate e i pantaloni di pelle; quando mandarono lo squalo invece, la folla inferocita applaudiva alla morte della povera bestia che azzannava il filo elettrico.

     

    Nel cinema Ionio mi arrossavo il viso durante "Il tempo delle mele", sperando in un bacetto dalla mia ziticedda, a carnevale poi ci stava il Minifestival, il più grande evento mediatico del paese, dove una volta partecipai cantando "Bella ciao".

     

    Poi a un certo punto cominciarono a fare solo i film porno, ogni giovedì. Per noi porno era una parola troppo difficile e li chiamavamo "film `e fricamento".

     

    Arrivavano da Ortiano, dal Destro, da Cropalati, dal Manco, parcheggiavano le vespette truccate colorate di rosso, azzurro e viola e via di corsa dentro al cinema, mentre in piazza tutti guardavano il manifesto gigante del film, c’era anche chi, dopo il primo spettacolo, se ne stava beato davanti al bar con la macchietta in bella vista sui pantaloni...

     

    Micuzzo, il gestore-proiezionista-proprietario-cassiere a noi non ci faceva entrare, diceva che eravamo piccoli e non ci avevamo nemmeno l’arrìtto... che tempi con Micuzzo.

     

    Nella buonanima del cinema Ionio abbiamo cominciato a suonare. Tra le pareti scrostate e la polvere, c’erano gatti, cani, topi, formiche e qualche pezzo sgangherato di batteria.

     

    Mentre noi suonavamo, c’era sempre chi si picchiava, chi si fumava le cannette e altri che ridevano o ascoltavano solamente. Eravamo un trio, io alla chitarra, Roberto Alvaro al basso e Domenico Mazza detto "`u tedesco" alla batteria, a volte si aggiungeva Nino Rizzuti, quarantenne chitarrista dark, barman visionario e nostra guida spirituale.

     

    Nino era di Calopezzati, ma veniva da Senigallia dove aveva una moglie e una bottega di artigianato in pelle, aveva vissuto in Germania e pure a Bologna dove aveva iniziato a suonare.

     

    Con lui passavamo intere giornate a parlare, ci raccontava di Radio Alice, dei cortei improvvisati appresso a qualcuno che suonava il piffero, di vite di operai... in particolare mi colpì la storia di una settimana trascorsa in una grotta senza mangiare, con relative allucinazioni e lievitazioni.

     

    Ci pensavo spesso a quella grotta. Ci pensavo e sognavo.

     

    Nino ci faceva sentire i Cure, i Sex Pistols, Joy Division e Siuxie e poi i Cani di Pesaro, gli Screemen Fool e i Neon e ci spiegava che per farcela bisognava scrivere, inventare, raccontare delle storie, vere e particolari, vestirsi di nero, essere unici... tutto l’opposto di quello che succedeva in paese, dove in quel tempo si facevano le gare a chi sapeva suonare meglio le canzone dei Pooh e di Franco Simone.

     

    Nino aveva una golf Gl bianca con un aereoplanino a molla sul cruscotto e suonava una vecchia fender Telecaster nera tutta modificata, lui l’aveva smontata e rimontata, non me la faceva mai toccare, figuriamoci! Io avevo una chitarra fatta in Korea da una azienda che produceva pure frullatori, l’avevo  comprata da Luigi Vecchio quello che vendeva frigoriferi vicino al benzinaio... Nino diceva che io ero troppo “tamarro” sulle corde e che se si fossero rotte poi dove le avremmo potute ricomprare in quel deserto...

     

    Quando chiusero definitivamente il cinema Ionio iniziò il niente...

     

    Gli intellettuali si rinchiusero nel circolo culturale sopra la macelleria di zu Paolo Pecora a giocare a carte, alle donne e ai previtari rimaneva la chiesa, l’azione cattolica e la croce rossa, mentre il resto del paese si dedicava al pallone.

     

    Noi per provare ci trasferimmo nella fravica al mare, quella che poi sarebbe diventata la mia futura casa. Lì potevamo suonare fino a tarda notte con volumi altissimi senza dare fastidio a nessuno, certe volte quando uscivamo le orecchie ci fischiavano fino alla mattina dopo... facevamo anche otto o nove ore a suonare di seguito. Ogni tanto venivano a sentirci anche i The Pits, il gruppo di Rafele "`u brindisino" e Vicenzo "`u porcio", ma loro avevano un repertorio un po’ più freak e ogni tanto col batterista Eugenio si buttavano per

    terra a torso nudo, così per fare.

     

    I nostri brani si intitolavano "Natale", "Bighellonare", "Spettatore" mentre il pezzo di punta si chiamava "’ndrangheta merda" il testo diceva "...porta uno striscione lassù nella cima, c’è scritto non ho paura, non ho paura, `ndrangheta merda, merda, merda...".

     

    Intorno a noi sentivamo il vuoto, a nessuno interessava niente di niente. Pensavamo che questo vuoto fosse la `ndrangheta: il silenzio, l’isolamento, l’ignoranza, l’indifferenza e la paura.

     

    La stessa paura di essere risucchiati ci spingeva avanti, e nel giro di un anno facemmo cento concerti, volantinaggi, feste patronali, feste dell’avanti, un demotape, un video e suonammo perfino a Milano... sempre vestiti di nero, unici.

     

    Continuavo a pensavo che Nino forse si era diminticato di dirci qualcosa...

     

    Ma cosa?

     

    Poi me ne sono andato a Bologna a cercare il pifferaio dei cortei, Radio Alice e tutto il resto. Intanto i miei amici si sono sposati e hanno fatto figli, Domenico ‘u tedesco fa il pizzaiolo in Germania e Nino Rizzuti vive a Calopezzati nella casa che gli hanno lasciato i genitori, non ha più la golf e si sposta con uno scooter senza documenti che gli ha regalato il proprietario della Peoples Inn.

     

    Il cinema Ionio è ancora lì, chiuso.

  • Il gelo del Quebec

    C'erano yogurt caffè uva e torte varie

    nella scuola di Telebec a Val D'Or

    sono arrivato nel momento della ricreazione

    certe cose ti sorprendono

    forse mi danno un po fastidio

    poi ha suonato la campana e tutti sono rientrati in classe

    la sala mensa si è svuotata

    muri gialli e bianchi sedie piccole

    mi è apparsa spoglia e muta

    come quel giorno al cimitero di Crosia

    quando cercavo alcuni amici

    da salutare

    e mi sono reso conto che ce n'erano tanti altri

    di cui non avevo saputo niente

    un silenzio tecnico

    solo rumori di operai

    e anche questa è una musica

    uno suona la scopa

    uno tira un carrello

    un altro sposta una sedia

    senza alzarla

     

    lui è il solista

    da me si dice "rasciniare"

    trascinare creando attrito col pavimento

    fuori nevica da cinque giorni

    credo che nevichi già da qualche anno

     

    dove saranno andati a finire i nani dei giardini?

    seppelliti ibernati gelati

    gelati

    io prendo sempre limone e cioccolato

    è inutile chiedermi i motivi

    è stato sempre cosi

    dall'inizio

  • Il signore è grande

    Mamma sostiene che il Signore è grande

    con lui c'è una squadra collaudata

    la Madonna del Rosario San Michele Arcangelo San Francesco

    il Cuore di Gesù l'Achiropita Natuzza e Padre Pio in porta

    loro fanno da tramite una specie di rappresentanti

    intermediari locali che fanno in modo che tutto si realizzi senza intoppi

     

    il Signore vede tutto controlla vigila sta attento

    conosce ogni luogo e cosa che noi facciamo

    se piove è lui

    se abbiamo la febbre è lui

    se ci fa male il dito lui lo sa e provvede

    chiama i santi e loro partono e risolvono

    il Signore ci ama e allora noì possiamo fare quello che vogliamo

    tanto prima o poi lui lo viene a sapere

    i santi certe volte si distraggono e vanno per i fatti loro

    lui gli dice hey... e loro drizzano le antenne e tornano ai loro posti

    alcuni santi sono meridionali come Padre Pio chè di Foggia

    Natuzza invece è di Vibo Valentia

    l'Achiropita è di Rossano paese

    loro tre parlano in dialetto

    anche il Signore parla bene in dialetto

    San Francesco è di Paola e viaggia in treno sulla tirrenica

    quando esce dal sottopassaggio è già sul lungomare

    e dentro al mare c'è pure una sua statua che guarda i pesci

    San Michele invece vola perchè è un angelo ed ha i capelli lunghi

    quando va in missione si mette pure il giubbino di pelle

    e fa cacare sotto ai diavoli che se parlano lui li schiaccia

    la Madonna del Rosario prepara da mangiare per tutti

    è lei il vero capo famiglia e il Signore lo sa e non dice niente

    Il Signore mette uno dei suoi alle fermate

    per questo io salgo e scendo tranquillo dai bus senza paura

    guardo le strade le attraverso e mi piace perchè non sono mai solo

    il Signore infatti non dimentica mai nessuno

  • La corsa di Avignone

    Il Festival di Avignone è come il Tour de France

    tre settimane di fatica durissime a luglio nel caldo torrido della Provenza

     

    una di quelle cose che puoi raccontare

    Ci si alza presto si cammina si parla con la gente si fa volantinaggio

    si attaccano le locandine si cercano gli spazi migliori

    si attraversa la città da capo a piedi

    senza forze e poi

    e poi si fa lo spettacolo si suona si canta si recita

    c'è poco tempo per mangiare

    ma poi perchè mangiare

    si mangia il giusto

    bisogna tenersi in forma

    se perdi un colpo sei finito

    ma ci credi e ti fidi del tuo talento

    Il mio francese è assolutamente amatoriale

    ci pensa Nicoletta madrelingua jonico silana

    con Giulio che studia ogni mezzo per dare visibilità delle locandine

    Ci sono le salite

    quelle sere in cui in sala ci sono sette persone

    compresi gli amici e i familiari

    si va in scena lo stesso

    è la chanson italienne

    ci sarà il passaparola domani saranno dieci forse dodici

    meno pubblico c'è e più aumenta la sfida

    e ti alzi sui pedali come un dannato

    con il sudore che ti cola davanti agli occhi e spingi

    come nella grande corsa si fanno le strategie e le alleanze

    ci si aiuta con delle dritte dei trucchi dei piccoli segreti

     

    - vieni a vedere il mio spettacolo?

    - si ci vengo

    - di che si tratta?

    - grandi emozioni...

    - il concerto di un coro Armeno

    - bellissimo...

    - la sala è semivuota

    - concerto stratosferico

    - è la magia dei vuoti

     

    c'è il Bar della Navigazione

    sul viale davanti al Rodano

    il ritrovo degli italiani di Avignone

    c'è una mostra fotografica ritratti di cantanti

    tra i mostri sacri francesi c'è Giovanna Marini

    come c'era Bartali Coppi e Gastone Nencini

    c'è Mario il titolare che parla alle folle e alla fine ci dice tutto pagato

    gli amici siciliani di Caltanissetta che hanno vinto un premio con "Mutu"

    a Place des Carmes c'è il bar finale il Tabac li si fanno le tre continuando a fare promozione

    Noi siamo al Teatro dei Venti

    una piccola sala raccolta di 49 posti

    al 63 di Rue Guillaume Puy

    con una bella programmazione fatta di tanta musica

    ci diamo da fare con Gabriella Roberta e Denis

    che non si dica che gli italiani non si impegnano

    in piano e in discesa

    preferiamo sempre la salita...

  • Saluti da Marcinelle

    Erano anni che volevo andare a Marcinelle

    Luogo simbolo delle stragi sul lavoro e della storia dell'emigrazione italiana

     

    Parto da Bruxelles in 40 minuti di treno sono a Charleroi

    le due del pomeriggio c'è un bel sole mi metto in fila per il 52 che porta a "Le Bois du Cazier" dalla stazione ci vuole un quarto d'ora giusto il tempo di uscire dalla città e di arrampicarsi sul colle

    più saliamo e più diventa tutto grigio l'autista dall'ottima guida sportiva che ha i capelli lunghi e un marcato accento siculo-belga mi fa segno che siamo arrivati

    Si tratta di un villaggio di poche case costruite tutte intorno alla miniera che ormai è chiusa dal 1967

    sembra un paese che sta riposando in giro non c'è nessuno solo qualche auto parcheggiata

    c'è una specie di serenità i posti delle grandi catastrofi vivono in un silenzio grave perpetuo

    come se il peggio fosse già passato ora è la pace

    nell'alimentari di Zia Maria compro il mio pranzo

    un pacco di gomme

    Entro nel Museo inaugurato meno di dieci anni fa e scopro una grande cura

    Il monumento in marmo con tutti i nomi dei caduti il binario del treno i carrelli per il carbone la campana

    che ad ogni anniversario fa 262 rintocchi in memoria dei caduti

    tutto è pulito nuovo in ogni angolo c'è l'indicazione per l'audio guida tutto è stato ricostruito fedelmente

    il personale è gentile alla cassa si vendono i ricordini della miniera statuine con il casco e la lampada poi libri

    dischi e documentari dedicati alla storia del posto e alla catastrofe

     

    Mi metto a passeggiare con in mano l'audio guida a forma di telefono che racconta

    l'8 agosto del 1956 alle 8 30 di mattina a 950 metri sottoterra scoppia l'incendio da cui ha inizio la tragedia

    262 minatori restano intrappolati

    spengo

    mi infastidisce quella voce mi pare di essere a scuola

    sono venuto qui per sentire il rumore dell'aria sono venuto a trovare la mia gente non a fare il turista

    vado al centro del piazzale ed entro nella stanza del memoriale dove ci sono tutte le foto dei minatori morti

    eccoli li ho trovati finalmente sono qui

    mi metto a leggere tutti i cognomi i nomi i paesi di provenienza giovani e padri di famiglia

    hanno facce fiere non sono tristi questo mi rincuora

    mi guardano e mi raccontano la loro storia le loro famiglie i loro paesi le regioni 22 pugliesi 12

    marchigiani poi molisani veneti calabresi l’Abruzzo è la regione maggiormente colpita 62 caduti facce piene

    di speranza

    lavoratori partiti da Manoppello da Roccascalegna da Salice Salentino da Racale da Ferrazzano da

    Montaperto da Rosarno

    con i compagni di miniera Belgi Francesi Algerini Greci tutti insieme la sotto a 1000 metri di profondità a

    scavare carbone da portare in superficie seppelliti vivi

    il silenzio diventa ancora più grande

    hanno ricostruito un cunicolo con i rumori della miniera

    voglio uscire

    compro due libri e imbocco il cancello

    qui davanti le famiglie hanno aspettato accampati giorno e notte quasi un mese prima di avere la notizia

    definitiva del ritrovamento dei corpi

    un mese a pregare davanti al cancello

    mi passa un brivido sulla schiena

    prendo la strada per il villaggio

    e mi fermo nell'unica osteria La Taverna Cazier

    ci vuole una birra una cosa fresca voglio parlare con qualcuno

    il titolare è abruzzese nato a Marcinelle

    la famiglia è di Manoppello prima di oggi non conoscevo questo paese della Maiella

    stasera c'è una festa al bar ci sarà un fisarmonicista

    Tomas parla un abruzzese antico e ha due figlie piccole biondisssime che corrono per tutto il bar

    dice che vorrebbe fare una festa al giorno come si fa nei paesi in Italia qui però la gente non esce per

    andarsi a divertire

    ogni estate torna in Abruzzo con la famiglia e mentre lo dice si entusiasma

    un signore anziano seduto vicino a me

    si chiama Peppino è di San Marco in Lamis

    lui non torna ormai la famiglia è tutta qui in Belgio

    butto giù tre o quattro birre il giusto che mi serve

    scorgo al muro un poster di Tony Montante cantante italiano per feste e matrimoni

    non poteva mancare il Tony

    stazza da peso massimo

    baffo e capello lungo sulle spalle

    collo taurino

    sospetto che la foto sia di almeno vent'anni fa

    giacca bianca e anello al mignolo

    E' lui

    c'è un Tony Locale per ogni comunità

    per ogni paese per ogni città

    e io lo ritrovo sulla mia strada

    mi rende la giornata meno triste

    Tomas mi regala il disco dell'artista

    il primo brano è "Chi non lavora non fa l'amore"

    saluti da Marcinelle

  • W il Primo Maggio

    In ogni paese d'Italia c'è il Primo Maggio

    c'è la festa e il concerto qualche residuo di bandiera rossa

    un po di lavoro

    c'era il primo Maggio a Mirto nel 1986 quando salimmo sul palco

    durante il concerto dei Ragazzi dello Jonio

    per sparare qualche hit dei Doors davanti alla piazza inerme

    c'era il Primo Maggio dentro quel chiodo di pelle nera

    che faceva un caldo bestia

    non potevo salire vestito da lattugone

    sudavo e mi liberavo

    mi liberavo e mi allontanavo con la testa

    il paese mi stava stritolando

    ieri a Piazza San Giovanni c'erano tutti

    artisti famosi rampanti emergenti vecchie glorie in promozione

    arrivisti rubacuori scapoli e ammogliati

    fotografi precari e autorevoli firme severissime

    cinque volte il pubblico delle partite in casa dell'Inter e della juve

    messi insieme

    altri 10 milioni a casa a sentirci alla radio e vederci alla televisione

    che numeri gente

    roba da farti finire la saliva in bocca e farti rimanere senza fiato

    mancavano solo i Ragazzi dello Jonio

    al posto del chiodo avevo una camicia di plastica a fiori comprata a Montreal

    e sudavo e mi allontanavo con la testa

    l'importante è sempre allontanarsi

    il pallone si allontana

    la gioventu' si allontana

    i sindacati si allontanano

    i lavoratori escono la mattina presto e si allontanano da casa

    il Primo Maggio non è una gara

    non c'è competizione

    si corre solo per il gusto

    non si vince niente

    una specie di 25 Aprile

    come un 12 dicembre

    un 2 agosto

    così

    per ricordare

    un po ci devi credere

    chi non lo ha ancora capito

    e pensa al suo regno si intristisce e arma il muso

    poverino

    è destinato a rimanere fermo e solo

    mentre tutti si allontanano

    un attimo prima

    che riprenda il concerto dei ragazzi dello Jonio

     

    W il Primo Maggio

  • Dire che caldo

    dire che caldo

    sudare

    dire che caldo

    prenotare viaggi

    formare gruppi

    la camicia per le grandi occasioni

    un costume rosso di giorgio armani

    letture da ombrellone

    letture da autogrill

    supplementi a qualche cosa

    gelati vecchi già sciolti

    sognare cambiamenti

    vado la spiaggia solo dopo le otto e mezzo

    sono un lanciatore di pietre piatte

    le faccio saltare a pelo d'acqua

    mentre preparo canzoni per l'inverno

    minacciato dai divertimenti

    mi godo un vuoto cosmico

    al bar pizzeria trattoria Miramare

  • Dispersi nella natura selvaggia

    dispersi nella natura selvaggia

    sono cresciuto nelle enciclopedie

    da piccolo non uscivo

    la prima volta che è successo

    ero in strada

    e mi è arrivata una pietra in testa

    evidentemente sbagliavo qualcosa

    l'enciclopedia poteva salvarmi la vita

    e invece me l'ha complicata

    “ I mondi dell'uomo” i “Quindici”

    i “grandi del Novecento”

    ogni mese ne usciva una imperdibile

    per tutti i gusti

    se non la compravi

    facevi un danno ai tuoi figli

    le case erano molto spaziose

    per contenere quei tomi maledetti da un chilo e mezzo l'uno

    dentro c'era l'impossibile

    chi aveva fatto le piramidi

    quanti abitanti aveva quel paese

    il neutrone e i benefici della mela verde

    con un volume potevi passare delle serate

    delle giornate intere

    “i Nobel” poi “Saper essere Donna”

    e il mitico gigante buono

    “Dizionario Enciclopedico Universale”

    dati e nozioni con cui un giorno dominare il mondo

    poi veniva l'uomo dell'UTET

    signore distinto mai volgare

    mamma gli dava ventimila lire

    poi tornava dopo un mese

    sempre col sorriso

    curato

    fino al giorno che mio padre lo ha minacciato con un palo

    digrignando i denti dietro il cancello di ferro

    eravamo già nel nuovo secolo

    basta con i tomi maledetti

    abitavamo al mare

    tra rumeni bulgari e albanesi

    a due passi dalla favelas

    con un piede nel fiume

    lontano dalla civiltà

    e li volevamo restare

    senza altri pesi da portare

    dispersi nella natura selvaggia

    con tutte le enciclopedia

    che ormai usavamo solo come ferma porte

  • Il giorno dei santi a Bogotà

    Camminare a 2600 metri di altitudine è uno sport estremo

    salgo un gradino e mi stanco

    mangio una pannocchia e mi viene il fiatone

    uno slalom tra i karaoke della calle

    per evitare un piccione che veleggia a due centimetri

    fiesta per todos

    questa è Bogotà il giorno dei santi

    facciamo un salto al mercatino delle pulci

    patrimonio storico della città

    mangio un cocco tagliato col macete da Guillermo "mano ferma"

    un esemplare di lama nano spunta ridendo dietro le mie spalle

    "quanto viene il Bulova dorato?" - chiedo al vecchietto orologiaio -

    "ma come è fermo?" - "se lo metti addosso cammina"

    infatti tra lo stupore generale la lancetta da un segno di vita

     

    povero Bulova circondato da roba vecchia e fumo e puzza di benzina

    ma vive veramente un orologio?

    Certo che vive

    se lo metti addosso batte

    e vive

    ma anche tu devi battere

    se no non funziona

    dobbiamo scappare

    tra sei ore c'è l'aereo

    tra tassisti kamikaze e favelas ci vorrà un bel po ad arrivare in aeroporto

    bisogna sbrigarsi

    c'è un mimo dorato

    un cameriere con una canna da pesca in mano

    tortillas

    puttane a Santa Fe

    un sosia indio di Michael Jackson e un arrotino

    è proprio il giorno dei Santi

    a Bogotà

  • Mozione per il ripopolamento

    campobasso nella hall di un albergo

    non c'è neanche un capellone

    due donne vestite di nero lavano a terra

    sembrano suore

    un uomo alla reception e una donna vestita di rosso al bar

    arredano questa mattina fredda

    lavaggi di pavimenti

    sono le dieci in punto

    la televisione c'è un programma di quelli di mattina

    con due o tre presentatori

    vallette

    musica dal vivo

    musica di morti

    puzza di varichina

    sono un estraneo

    mentre aprono le porte arriva una folata di vento gelido

    è una valanga mortale sulla mia testa ancora umida

    qui non c'è neanche un capellone

    le donne continuano a lavare a terra

    sento una grande ospitalità

    il sud è sempre ospitale

    il sud è un ospedale

    a corigliano paese c'è uno splendido ospedale

    dove sono stato ricoverato nel 95

    con il marito dell'infermiera ricoverato pure lui

    per fare dei controlli alla moglie

    condivisioni

    assenze di capelloni

    mozione per il ripopolamento

  • Cos'e' la passione

    E' un viaggio di dodici ore in autobus per accompagnare undici adolescenti ad una partita un allenatore e due genitori fanno tre entusiasti oggi l'entusiasmo è raro e chi lo possiede è ricco si gioca a Vicchio nel

    Mugello la gara tra la Us Vicchio e la Società Sportiva Mirto-Crosia categoria giovanissimi la chiusura della

    quindicesima edizione del Festival Etnica è dedicata alla Calabria con un concerto un convegno e la

    proiezione di un film prima di tutto questo alle quattro di pomeriggio trentacinque gradi all'ombra c'è la

    partita la partità della legalità o della lealtà si suda da fermi gli spalti sono semivuoti le casacche bianche e

    amaranto dei toscani e le maglie rosse dei mirtesi spiccano sull'erba appena tagliata dello stadio come se

    fosse una vera finale europea le formazioni entrano sul terreno di gioco con orgoglio

    A che serve una partita oggi la domanda è legittima la risposta è semplice non si tratta semplicemente di

    una partita questa è un opportunità un pretesto per fare un viaggio per incontrarsi per conoscere altri

    ragazzi e per condividere una giornata all'insegna dello sport senza trucchi una fuga dalla provincia una

    incursione in direzione nord un occasione per vedere in Toscana una Calabria lontana dallo stereotipo con

    la faccia pulita di un dribbling sincero in palio non c'è nulla solo il gioco la corsa e il palleggio il senso della

    squadra

    Dopo venti minuti il Vicchio è avanti di due reti a zero i ragazzi toscani sembrano più freschi e più abituati a

    questo tipo di campo alla palla che schizza sull'erba e non la prendi i tecnici si sbracciano dalle panchine e

    chiedono acqua c'è troppo caldo.

    Il Mirto non demorde si difende mancano alcuni uomini chiave del centrocampo lunedi ci sono gli esami di

    terza media e non tutti sono potuti venire ci sono delle difficoltà nel palleggio forse il campo è troppo liscio?

    fra me e me penso che quando una persona è abituata alla difficoltà ci mette un po ad orientarsi succede

    anche alla guida se sei abituato nel traffico a violenti stop and go alle voragini nell'asfalto e a quelli che

    sbucano senza guardare quando arrivi nella tre corsie ti senti a disagio e per tutto il primo tempo ho

    pensato che stesse accadendo questo ai calabresi quegli attimi di sconforto misto a rabbia che non ti

    raccapezzi....

    Ma nella ripresa la musica cambia dopo l'intervallo il mister del Mirto urla ai ragazzi - state giocando in

    quattro solo quattro e vi dico anche i nomi...tizio caio e sempronio invece dobbiamo giocare tutti e

    impegnarci tutti allo stesso modo se vogliamo recuperare - il monito all'unità aveva cominciato a fare il suo

    effetto arrivavano i primi tiri in porta le discese dei terzini un calcio di punizione dal limite una rete 2-1 Olè

    grida un tifoso isolato dalle tribune - Forza Mirto Forza - ma il Vicchio reagisce e si porta in avanti riprende il

    pallino e fa un altro gol 3-1 questa non ci voleva la compagine toscana sembra più organizzata ma i calabri

    riprendono a correre mischie a centrocampo contrasti in area palloni di testa una volata sulla fascia e il Mirto

    ne fa un altro 3-2 Olè

    La partita diventa avvincente ci sono dei fuorigioco un fallo entrano i soccorsi niente di grave affiora la

    stanchezza la corsa si rallenta sono le sei l'arbitro fischia la fine un applauso unanime sale dalla tribuna i

    giocatori di entrambe le squadre si abbracciano e vanno a fare la doccia Un giro al convegno poi il film e alle

    dieci inizia il concerto i ragazzi sembra si siano ambientati alla perfezione per le stradine del paese

    Il Mister calabro si aggira per i tavoli con un occhio vigile a controllare le mosse dei piccoli sguardo disteso

    lo incontro alla transenna del palco e gli chiedo - sei contento? distaccato come se fossimo alla Domenica

    Sportiva mi dice - la squadra ha giocato bene potevamo pareggiare ma è lo stesso ... - la professionalità

    prima di tutto....grazie Mister Riccardo

     

    Peppe Voltarelli

  • Back to Berlino

    A Berlino ci sono le strade larghe

    le case non sono alte

    molte sono bianche

    certe sono vecchie

    ma sempre curate

     

    con un giovane esule di Roggiano

    mangiamo al nono piano di un centro commerciale

    tra anziani e cavolfiori

    ci confrontiamo un po sui massimi sistemi

    parliamo dell'Italia di Mirto e di Roggiano

    poi parliamo un po di malavita

    è normale che a un certo punto due calabresi parlino di malavita

     

    quando viene il tramonto invece

    si sente la primavera

    anche se adesso piove forte

    Vito non ama la pioggia

    e dalla paura ci buttiamo in un ristorante eritreo

    il tipo ci prepara a volo due involtini con carne

    -siete ospiti miei- dice

    -come sanno belli questi involtini-

    -qui dobbiamo tornarci-

    -come si chiama Savannha-

    -si immaginavo- ciao salam compà

     

    intanto ha smesso di piovere

    passiamo da Cagliostro a Ost Kreuz

    un vodka per aprire la serata

    al “Piatto Forte” è iniziato il lounge

    in giro molte mamme con carrozzina

    ci sono figli di due mesi dentro

    che qui a due anni un bambino è già pronto ad uscire da solo

    la città è la loro

    solo in quel bar sulla Karl Marx Allee

    c'era una strana atmosfera

    una due tre birre e resto incantato

    dal lampadario a palla luccicante tipo Peoples Inn

     

    una cucina di legno Salvarani di fronte al video poker

    ma chi ci parla col video poker mi domando

    con i cani è diverso

    i videopoker non abbaiano mai

    saltiamo sul metrò

    quanto spazio

    c'entrano biciclette e monopattini

    musicisti di strada ed ex fotomodelle in pensione

     

    questa è la nostra fermata

    scendiamo

    Rosa Luxemburg Platz

    sembra che il tempo qui a Berlino sia piu' prezioso che da altre parti

    due passi guardando la VolksBuhne

    il Teatro

    la ruota e i due piedi che camminano

    qui una volta d'inverno ci ho suonato

  • Occhio Gringo

    Adesso sono messicano per davvero

    me ne accorgo all'immigration dell'aeroporto di New York

    siamo io la signora sulla sedia a rotelle

    il compare grosso col cappello da forestale

    “el nigno” Jessy Brown ed Esmeralda Buendia coi capelli raccolti dietro

    “viva mexico” gli farei cantare alla poliziotta sovrappeso

    del dipartimento homeland sicurity

    lei che quando chiama i nomi sudamericani li stroppia ridendo tipo

    “Feerrnandeeessss”

    che stronza

    mentre la guardo

    mi viene da pisciare

    Coock lo sbirro irlandese mi accompagna al cesso

    e controlla ogni mio movimento

    casomai faccio qualche mossa falsa

    se mi giro di scatto con la mia Colt gli faccio saltare il cervello

    a sta merda gringo quattrocchi

    lo sai che sono un cantante famoso

    e tu chi cazzo sei

    con la mia Colt ti freddo sul posto

    che manco te ne accorgi

    torniamo nella sala d'aspetto

    minchia che puzza di sudore

    do una letta a “Chilangos”

    settimanale cool del Distretto Federale

    ci sono concerti cocktail eventi e bande musicali

    sembra quelle riviste italiane tutte moda orologi e tendenze

    allora piacciono anche a voi i pistoleri con la divisa

    veramente vi piacciono

    io amo solo la divisa dei mariachi

    non sono un “Chilangos” da esportazione

    no alpitour

    i baffi li curo come se fossero figli miei

    i miei figli

    i figli di Emiliano Zapata e Pancho Villa

    occhio ai miei baffi gringo

  • Ho preso un taxi a Buenos Aires

    Ho preso un taxi a Buenos Aires

    l'omino che guidava era di Amendolara

    un paese sulla ionica vicino a Trebisacce

    anche Antonio Sassone era di Amendolara

    è stato uno dei più grandi scultori del Sud America

    c'è un cavallo potentissimo a piazza San Martin

    lo ha fatto lui

    alla sala Sur del quartiere Pompeya oggi c'è il raduno

    degli amendolaresi d'Argentina

    ci sono 400 persone imbizzarrite tavoli apparecchiati bandiere tricolori

    sindaci signore anziani e delegati

    i lampadari sembrano quelli della “People's Inn” di Pietrapaola

    enormi palle luccicanti che girano mentre parte l'inno nazionale argentino

    poi Mameli sulla fascia

    siamo tutti in fila davanti al tavolo

    si piange

    piange pure Mario Tosti

    algido fotoreporter del Quotidiano della Calabria

    ma chi piange è fesso

    è difficile non essere fessi quando parte l'inno di Mameli a Pompeya

    un neomelodico di Corigliano Calabro accorda una dance-tarantella

    a seguire il folklore del gran maestro Ferreira

    un gemellaggio vero e proprio un sodalizio uno sposalizio

    quando salgo sul palco l'atmosfera è rovente

    un paio di brani e poi un pezzo di Gardel con un

    tangheiro immobiliarista dai capelli bianchi

    -signori e signori ecco a voi Rocco Pagan alla voce- la balera esplode

    Mario Melfi sindaco di Amendolara piomba sul palco per una versione

    a tre voci di “Volare”

    - è un tripudio tricolore - avrebbe detto Bruno Pizzul

    scendo dal palco su di giri ma un po stonato

    non ho mangiato niente

    faccio il digiuno tattico

    sono le nove

    come mio padre ai matrimoni

    torniamo in città

    che puzza in questo taxi

    facciamo tutta la strada senza parole

    è già stato detto tutto

    in quella balera

    punto e basta

    tra qualche ora comincia la vita

    si esce per andare a ballare il tango

    si balla fino alle cinque

    poi medialuna e caffè con leche

    per dimenticare

    e dimenticarsi

  • Una notte italiana a Bleeker Street

    A Bleeker Street c'è tutto

    jazz blues country soul rock pop funky bossa afro beat

    stivali improbabili vestiti usati maschere di carnevale

    edicole iraniane sexy shop lavanderie e articoli da regalo

     

    l' indispensabile per la vita di un rocker

    l'indispensabile per la vita

    al Poisson Rouge glorioso club del Village

     

    c'è una serata pazzesca

     

    Tony Vilar torna dopo 40 anni insieme a Voltarelli e all'istrionico Marco Calliari dal Quebec

    c'è un altra Italia stasera

    fatta di giornalisti scrittori ballerini fotografi

    blogger d'assalto animatori culturali

    e qualche elemento da The Bronx

     

    loro non si spostano facilmente

    mi sa che prima o poi dovremo tornare a suonare noi da quelle parti

    come un mantra una messa un testo sacro mi suonano in testa

     

    le parole di Angelo Bastone

    “solo Da Bronx è Da Bronx”

    Joe Sciorra era li davanti seduto accanto a Gagliardi tra la Manisco e Pia Sjolin

    poco piu' in la la mitica Giovanna Botteri del TG3 John Caulkins Lorenza Cerbini e Marina Melchionda

    Lucia Grillo Francesca Magnani Madame Vilar Andrea Kercoc e Mark Gartenberg

     

    tenete a mente questi nomi mancava solo la Ripa

    alle prese con uno dei suoi viaggi report nel Caucaso

    è un Italia speciale

    innaffiata da ettolitri di “Scotch and water”

    che si scioglie in un tenero abbraccio quando Vilar intona “Piccolo fiore”

    un classico dei dinner show di up-town

     

    ma non è ancora finita manca “Bella Ciao” anzi no eccola

    infatti è fatta siamo fatti

    euforia ai massimi livelli

    inciampo in una tequila

     

    fine delle trasmissioni

    dove sono

    per riprendermi ci vuole una doppietta di panini chimici dai koreani e una banana

     

    mi sveglio in hotel che tra cinque minuti si parte per Montreal

    viaggiatori d'occidente

    che notte a Bleeker Street

  • Ti piace Praga?

    - Ti piace Praga?

    - Si ma non mi piace questo discorso

    - Quale?

    - Questo se ti piace una città

    - Comunque ti piace

    - Allora no sai che ti dico non mi piace più

    - cosa non ti piace?

    - Praga come la vedi tu non mi piace

     

    Quando vai a Praga ti siedi nei caffè e aspetti che arrivino i capelloni

    Io sono un capellone lo sono sempre stato anche quando avevo i capelli rasati

    ci sono dei luoghi dove non devi chiederti se ti piace oppure no

    devi essere capellone dentro

    pronto a saltare dalla sedia se c'è un batterista che picchia forte

    lanciare un urlo fare un ballo scomposto senza regole

    siamo diversi abbiamo deciso di abbandonare per sempre la terapia dei balli di gruppo

    il nostro ballo si fa ma si fa da soli

    per questo odiamo i monumenti i catafalchi le mummie

    abbiamo fame di strada muretti asfalti prati e alberi possibilmente

    - che posti mi consigli di vedere?

    - lo Stadio del Victoria Zizchov il martedi a mezzogiorno vuoto con il sole dentro

    - no

    - invece si se parli con il tipo che pulisce lo stadio è come se avessi visitato cento chiese

    - sei religioso?

    - poi esci dallo stadio e te ne vai allo Spirit Bar a bere c'è odore di fumo dentro si mangia bene

    - ci sono dei market russi e cinesi hanno bei prodotti marche ricercate

    - la notte si riempie di locali dove c'è musica dal vivo cantautori poeti visionari fumatori

    - è cara?

    - si molto cara

    - qui è diverso dal centro li devi fare lo slalom tra gli inglesi e gli italiani

     

    Tra le vie di Mala Strana dopo le undici di sera c'è poca gente due o tre posti selezionati

    poi usciamo da un bar e il nostro amico francese strappa un manifesto pubblicitario

    che hanno messo proprio in piazza

    la pubblicità non la sopporta

    cioè se riguarda una roba nel centro si ma se si tratta di un mobilificio oppure della marca di supposte

    allora non va bene

    vai strappa tutto

    w la francia

    all'una vado verso il Duende dopo il ponte sulla destra cento metri

    è un posto dove vanno musicisti famosi vechie glorie scrittori di best sellers in pensione

    ballerini di flamenco e esuli

    ci sono chitarre al muro

    la birra è buona se vuoi stare tranquillo

    il Duende è perfetto

    è uno di quei bar che potrebbe stare anche nel deserto

    sarebbe lo stesso un fatto interessante

    mentre stai seduto arriva Manu Chao e si mette a strimpellare la chitarra

    questo è il Duende

    - è aperto il lunedi?

    - è sempre aperto

    - anche il lunedì?

    - si perchè?

    - avevo sentito che il lunedì fosse chiuso

    - no sono voci del cazzo che mette in giro la concorrenza non è mica un barbiere

    - infatti no

    - come sono i barbieri a Praga?

    - belli

    - ti siedi e loro tagliano prima ti fanno lo shampo e poi tagliano

    - non mi fido dei barbieri

    - io non faccio mai lo shampo solo acqua

    - allora va bene l'importante che c'è l'acqua

    - com'è l'acqua a Praga

    - buona saporita

  • La mutanda di Cantù

    C'è una piazza ci sono case antiche un campanile

    in mezzo a loro un palazzone quadrato di colore grigio che spinge per entrare in piazza

    una volta erano pietre forse sanpietrini non lo so

     

    prima era terra ora è uno spiazzo obliquo coperto dal cemento

    Andrea mi ha detto che quando nevica le signore anziane scivolano a terra e cadono

    al centro della piazza una decina di alberi piantati nel cemento

    questi alberi piangono ti guardano e sembrano dire aiuto liberateci

    sono messi in cerchio sembra una corona di fiori

    parlano tra loro

    gigantografie di Marzorati e Riva eroi della mitologia celtica del canestro locale

    c'è un aperitivo

    bicchieri di vino bianco Campari patatine

    una ventina di specie di cani sotto i tavolini che abbaiano fra loro

    labrador barboncini bassotti topi moscerini pelosi cani a spazzola neanche un cane normale

    i proprietari dei cani sono dottori avvocati nuotatori e giocatori di basket in pensione

    anche i figli sono professionisti di sicuro lo diventeranno prima o poi

    oggi pomeriggio vanno in piscina

    ho comprato due mutande e tre paia di calze al mercato

    me li hanno messi in una busta bianca leggera che appoggio sul mio tavolino

    cinque euro le mutande e cinque euro le calze in tutto dieci

    ordino una spremuta e poi un vino bianco

    il fotomodello cameriere atleta che si era appena fatto lo shampo

    mi porta un piatto di salamini e altre leccornie degne del miglior bar di milano marittima

    con delicatezza gli dico che mi dispiace ma queste cose non le posso mangiare

    soffro di stomaco

    non è vero è solo una scusa per parlare un po

    per fargli capire che ogni tanto c'è chi si ribella alle regole

    mi godo la mia busta la sua fierezza di come sta sul tavolo

    senza vergogna e senza paura

    sfidando il cemento

    agile e resistente

    peccato che non è trasparente se no tutti avrebbero visto la mutanda

    in segreto solidale con gli alberi

  • Uomini e simboli su Morris Park Avenue

    La comunità Italo-Americana del Bronx, dove la lingua madre non è nè l'inglese, nèlo spagnolo, ma il Calabrese. Scotch & Water e una partita di carte con quelli de "La Vera Leggenda di Tony Vilar", un pomeriggio insieme, le novità, le storie...e poi ognuno per la sua strada...

    “Bevo da quarant'anni Scotch and Water”

    (Frank Bastone famoso cameriere del Bronx in “LA VERA LEGGENDA DI TONY VILAR”)

     

    Tra la pizzeria “Patricia” e il salone “Carmine” su Morris Park Avenue c'è il Club dove si trovano gli italiani

    per giocare a carte e vedere le partite del Milan c'è gente di Avellino Metaponto Montelepre San Marco

    Argentano e Carolei si parla calabrese con qualche sprazzo di napoletano siamo al Bronx

     

    Arrivo in zona senza avvisare e quando busso a casa Bastone è quasi ora di cena mi apre la signora Rita

    oggi sono 45 anni di matrmonio vengo accolto come uno di famiglia facciamo due chiacchiere sulla vita del

    quartiere come sta quello come sta questo chiedo notizie di Vilar sembra che sia andato in pensione e non

    lavora più nelle macchine il bar Portofino ha chiuso di Grandinetti non si hanno notizie certe

    accidenti quante novità

     

    Sembra passato un secolo da quando venni la prima volta a suonare qui al ristorante Spiritoso nel 2001

    Mike Santelli ci mandò a prendere con una limousine di 15 metri Totonno Chiappetta gongolava seduto

    sulla pelle nera dei sedili

     

    A quel tempo la polemica all'interno del mio gruppo (il parto delle nuvole pesanti) era sulla supremazia

    linguistica dell'inglese e sull'antimperialismo del parlare spagnolo

    avevo studiato inutilmente vent'anni inglese e imparato a memoria i testi dei Beatles e di Dylan per sentirmi

    dire che ora non serviva più e che la lingua da imparare era un altra proprio mentre scoprivo che al Bronx

    si parlava calabrese

     

    A quel tempo c'era molta confusione e Totonno aveva messo tutti d'accordo in un aula del College dove

    insegnava Enrico Granafei raccontando in cosentino la barzelletta del coccodrillo travestito da cane altro che

    inglese e spagnolo

     

    Altre storie altre polemiche altri imperialismi

    avevo un bagaglio pieno di gagliardetti della provincia che mi aveva dato con orgoglio

     

    Il presidente Tonino Acri e li tenevo stretti come degli oggetti preziosi al concerto da Spiritoso dopo aver

    finito tutti i dischi cominciai a metterli all'asta

    ne avevo dato uno a Tony Pizza che lo aveva attaccato alla parete della sua ultima pizzeria

     

    Mi divertivo a provocare la morale sovietica dei miei compagni di viaggio

    ma Tony Pizza era Tony Pizza dal primo momento che l'ho visto

    istinto da grande attore tempi e presenza da vero mattatore

    Gagliardi aveva ragione

     

    Adesso dieci anni dopo era ancora fuori che ci aspettava in macchina

    ci avrebbe portato a cena da “Genio” il napoletano che una volta si chiamava “Taormina”

     

    Abbiamo festeggiato mangiato e brindato alla salute della coppia Aiello-Bastone poi le luci si sono abbassate

    e Frank ha ordinato quattro “scotch and water light”

     

    Il tempo si era fermato ma i simboli erano gli stessi

    alla fine ho chiesto di vedere Vilar e siamo andati a casa sua

    poi Pizza ci ha portati alla metropolitana

    un saluto veloce e tutto ha ripreso il suo corso

  • Il mandarino è la legalita?

    il bar per entrare dovevi superare sempre delle frasche

    farti largo tra i rami dell'aranceto che in fondo non aveva mai accettato

    la casa in mezzo a lui

    un bar normale semianonimo sulla statale

    la stampa locale consultazione libera

    vado subito alla nera

    oggi è una giornata tranquilla

    non hanno ammazzato nessuno

    un po di usura e molta droga

    anche la nera che noia

    chiedo una spremuta

    la signora di fretta mi dice abbiamo solo la Santal

    ok non la voglio la Santal

    grazie

    esco e a terra vedo un mandarino

    non lo prendo ma lo considero un amico

    passano gli anni i mesi i secoli

    arrivo al Teatro Puccini

    mangiamo tutti insieme a destra del tavolo

    una scatola di mandarini

    lo riconosco è lui

    c'è la fatta

    è arrivato a Firenze

    è sfuggito alla Santal

    e alla crudeltà della statale

    lo guardo lo prendo me lo mangio

    è dolce delicato fresco

    è stanco

    è amaro

    ma felice

    si può essere un mandarino felice oggi?

  • Gran Finale

    Era solo un semiprofessionista

    un amatore dotato di senso civico

    un dilettante che esce la sera in compagnia fiducioso

    ti hanno investito e sei caduto a terra

    mai avuto simpatia per i marciapiedi

    cosa beve signore?

    acqua calda con limone e miele mi dispiace sono malato

    pezzo di merda

    Il supermarket Klenny è la vera novità della mia giornata

    tinte forti giallo verde rosso sparato in faccia con la stazione radio

    dedicata dove la gente che fa la spesa a Cagliari può mandare una dedica agli

    amici che fanno la spesa nello stesso supermercato a Chieti o Savona oppure a

    Brindisi a Prato oppure a San Giuliano Milanese

    al Klenny ho trovato la carta igienica Gran Finale che ho comprato

    immediatamente senza esitare

    una vera occasione funziona anche in una discussione con intellettuali e

    sportivi è come aver letto dieci libri

    la metti in mezzo e lei risolve serate

    il Klenny è molto grande con tre corridoi di scaffali dove ti puoi nascondere

    e stare un ora a leggere le etichette di tutti i gamberetti in salamoia se li

    mangi muori subito perché ci sono più conservanti che in una cassa di

    conservanti E132 E123 E332 E223 tutti sono in quei poveri gamberetti pescati in

    Madagascar uccisi e poi torturati dopo morte

    faccio mio uno splendido esemplare di avocado proveniente dal Kenya e uno

    shampoo a 0.87 cent che profuma di pino e la scritta sopra "rigenerante"

    in fondo al corridoio laterale ci sono le acque Montenevoso San Bernardo

    Santannamartire c'è una cassa da sei bottiglie di 2 litri che costa 0.99 cent

    una manna dal cielo meno di dieci cent a bottiglia

    se aspetto dieci giorni mi pagano loro per berla

    se non fosse che pesa dodici chili e sono a piedi

    e la mia schiena dice di no alle trincee la comprerei subito quest'acqua santa

    davanti al Klenny stazionano dei signori vestiti di jeans con i capelli corti

    stanno sorseggiando un cocktail alla frutta seduti a terra

    loro non hanno bisogno del bar

    il bar sono loro

    dopo entrano a fare acquisti e parlano ad alta voce

    un signore nero calvo dice che c'è stato un errore sul prezzo di un prodotto

    il cassiere smilzo biondo platino rifà il conto il signore nero calvo si

    rassegna una mamma compra cose con la figlia la mamma veste un pantalone bianco

    aderente la figlia dodicenne con minigonna vertiginosa vorrebbe avere successo

    nel mondo dello spettacolo la mamma lo sa

    anche la mamma vorrebbe avere successo nel mondo dello spettacolo

    infatti guarda

    ma il Klenny non regala niente

    dalla radio con entusiasmo arrivano le offerte speciali

    solo per i titolari della carta Klenny un bidone di dieci litri di detersivo

    per i piatti concentrato a un euro e 99 tutto pulito per sempre a poco prezzo

    se fai il pieno di punti vinci un mestolo elettrico consegnato a domicilio

    mi avvicino alla cassa per pagare una ragazza grassoccia con gli occhiali fa

    la simpatica con il cassiere smilzo platinè

    per disturbare rallento il mio pagamento raccolgo le cose comprate mooolto

    leeentaamenteee ingolfo la fila alla cassa

    la ciccia è in difficoltà le due spese si toccano cosa è mio e cosa è tuo?

    chiedo una busta in più la mia spesa è troppo pesante rischia di sfondare il

    sacchetto delicato del Klenny l'occhialuta sbuffa i tre bevitori sono già fuori

    che ridono a terra

    lo smilzo dovrà aspettare un'altra ora minimo prima di poter scappare via

    lontano

© Copyright 2015 - All rights reserved             Powered by PLASMA